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Storia
Scritto da Administrator   
venerdě 02 aprile 2010

L'Associazione Volo Club Albatros, nata nel 1989, si inaugura di fatto la pratica del Volo Libero in Sicilia. Albatros é membro dell' AeroClub d'Italia, dell' Accademia Siciliana Volo Libero e della Federazione Italiana Volo Ultraleggero. Presta servizio di volontariato per il Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia e per il suo corrispettivo nazionale. E', altresì, sede operativa dell' International Aerial Archaeology Research Group (Sicily Sub-Committee).

Dalla sua costituzione, Albatros ha beneficiato dell'uso in gratuità dell'area sita in c.da pista vecchia, nel Comune di Campofelice di Roccella, presso la quale hanno preso il brevetto la maggior parte dei piloti VDS (Volo da Diporto o Sportivo) della Sicilia.

L'expertise dei suoi istruttori VDS é stata inoltre strumentale all'apertura di numerose altre aviosuperfici nel territorio isolano.

 

ATTIVITA'

Dal 1989 l'attività si é concentrata sulle seguenti tematiche:

- sportiva

- aeroscolastica

- Monitoraggio ambientale: sorveglianza incendi, catasto regionale delle aree percorse dal fuoco e monitoraggio aree dissesto idrogeologico per il Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia gallery > ... (DA ALLEGARE)

- aerofotoarcheologica: prospezioni per Soprintendenza di Trapani, di Enna, Laboratorio ti Topografia del Mondo Antico della Scuola Normale Superiore di Pisa, ArcheoLab Sicilia, Centro Regionale per il Catalogo, gallery > ... (DA ALLEGARE)

- aeroturistica: Parco delle Madonie, Parco dei Nebrodi, Isole Eolie gallery > ... (DA ALLEGARE)

 

 

PROGETTUALITA' 1 - AIR HOTEL

A più riprese i dirigenti del Club hanno proposto agli amici proprietari del terreno di sostituire gli ettari di piantagioni di carciofi e cavoli (se proprio lo si fosse ritenuto necessario) con impianti turistico-sportivi (Acqua Park, Campi da Tennis e simili) che, dando un’opportunità di svago agli ospiti degli alberghi e delle casette, avrebbero potuto convivere con l´aviosuperficie, su modelli già collaudati e riuscitissimi siciliani di air hotel di lusso: l'Eremo della Giubiliana. L'appeal per i cosiddetti 'uccelli migratori' (le migliaia di avioturisti che ogni anno si spostano dal Nord Europa al Mediterraneo) sarebbe stato insuperabile. La pista avrebbe offerto la possibilità ai turisti di fare turismo a:

- breve/medio raggio (Madonie, Nebrodi, Etna, Sicani, Iblei, Eolie, Egadi)

- medio/lungo raggio (Pelagie, Calabria, Campania, Puglia)

 

PROGETTUALITA' 2 - IDROSCALO (vedi all. 1) Negli anni dell'amministrazione Orlando al Comune di Palermo, Albatros riuscì a convincere il sindaco e il suo staff dell’utilità di un idroscalo ad Acqua dei Corsari (vedi immagine in fondo al link) nell'area del cosiddetto “mammellone”, una collina artificiale alta 19 metri e larga 600, contenente materiale di risulta databile al sacco di Palermo. Il progetto si sarebbe articolato in una fase di bonifica ambientale e una di istallazione di hangar, club house e di tutti i servizi necessari al funzionamento di un’aviosuperficie e idroscalo.

Questo avrebbe potuto fungere da punto di partenza e arrivo per i CanadAir della Protezione Civile, oggi ridotti a decollare e atterrare dall’aeroporto di Boccadifalco (fra l’altro, circondato da edifici), della Forestale, e di tutte le forze dell'ordine, nonché come sbocco per i pazienti diretti all' Ospedale Fatebenefratelli Buccheri La Ferla, per non parlare dei turisti in arrivo con le navi da crociera desiderosi di un transfer rapido verso Taormina, le Eolie, o Ustica.

Sarebbe stata una portaerei sul mare, con un solo parallelo in Italia: il sottoutilizzato idroscalo di Venezia. L'altro idroscalo é a Milano ma, naturalmente, non al mare.

Il Comitato di quartiere aveva espresso parere positivo, anche perché sarebbe stata prevista la realizzazione ai margini dell´Aviosuperficie di un ampio parco urbano pubblico (v.acquacor).

Tuttavia, se la frammentazione estrema di qualsiasi percorso burocratico-decisionale hanno frenato l'iniziale entusiasmo, il cambio di amministrazione ha comportato la cancellazione del progetto a favore di un fantomatico acquario (cerca la parola acquario).

L'area é stata sottoposta a un consolidamento il cui costo è stato di 5.164.000 euro di fondi europei (v. artic. stampa all.) Ad oggi non é chiaro la destinazione di tale area.

 

PROBLEMA DAL 2007 (allegato 2)

Nel 2007 i proprietari dell'area su cui insiste la superficie di volo, hanno ottenuto la regolarizzazione per realizzarvi un albergo, in virtù di una modifica della destinazione d'uso dell'area. In ragione di ciò, é venuta meno la concessione in uso dell'area medesima.

Si tratta della zona verde costiera più grande rimasta sul litorale compreso tra Palermo e Cefalù. Un piccolo lenzuolo adiacente al polo commerciale/industriale termitano, di supermercati, casette, villette private, villaggi turistici (cubicoli a schiera, a pettine, a losanghe) e ancora strutture alberghiere.

 

Albatros procede quindi all'individuazione di una nuova area, ricevendo un'offerta di concessione per realizzare un’aviosuperficie con prevalenza di “pubblica utilità” è di sostegno all’attività dell’Area Industriale, dall'Area per lo Sviluppo Industriale di Palermo.

 

Tutto procede bene. Il Consorzio Industriale e il Comune di Termini Imerese danno parere positivo, così pure l'Assessorato Territorio e Ambiente. Ma a questi pareri si oppone quello della Soprintendenza di Palermo, che interpreta restrittivamente la normativa secondo cui ci sarebbe un paesaggio da salvaguardare…., in un’area industriale ?? Senza prendere in esame il territorio contornato da ruderi di capannoni, pontili e cementificazioni perfino in mare! (v. foto e progetto aviosup.verde).

Nonostante versiamo in una fase in cui la crisi economica di questi due anni fa sentire ancora i suoi effetti (si pensi, ad esempio, alla Fiat di Termini Imerese che rischia di chiudere), in cui le nostre produzioni vengono messe seriamente a repentaglio dai grandi marchi internazionali e dove gli agglomerati industriali vengono rimpiazzati da imponenti centri commerciali, il blocco di un progetto, che potrebbe contribuire ad una riqualificazione di quest’area della provincia, in nome della salvaguardia di un paesaggio di degrado, si colloca a dir poco come un controsenso.

 

La soprintendenza ha impedito la costruzione dell’hangar - senza il quale sarebbe impossibile adempiere alla funzione di pubblica utilità cui è destinata la nuova aviosuperficie – nella posizione stabilita dal progetto, perché reputa che sia troppo vicino al mare. Ma a tale vincolo, la legge regionale n. 71 del 27 dicembre 1978, art. 57, lettera a e la legge n. 142 del 08.06.1990 concernente le attività di Protezione Civile, ammettono delle deroghe  valide per le opere connesse a servizi pubblici, sono state del tutto ignorate dalla Soprintendenza.

 

Albatros inizia questa tribolazione nel Febbraio 2006 e il conseguente carico di spese progettuali, legali e nuovamente di riprogettazione per adempiere alle condizioni dettate dalla Soprintendenza, svuota le tasche ai Soci. Dopo TRE ANNI E NOVE MESI DI SCANDALOSA ATTESA arriva anche il parere della Soprintendenza che é andato contro quelli già espressi dai sopracitati Enti, comportando:

 

1) lo spostamento e il rimpicciolimento dell'hangar da 1.600 a 1.000 mq;

2) la perdita del posto di hangaraggio per 6 dei 18 aerei, senza possibilità di ricovero alternativo. I soci proprietari di tali aerei si vedranno costretti a vendere aerei ancora non finiti di pagare, perdendo l'investimento fatto;

3) il raddoppio dell'importo del mutuo relativo all'hangar e alla sua riprogettazione da € 105.000 a € 220.000 esclusi quelli già spesi;

4) la ricaduta delle spese su 16 soci, invece che i 32 iniziali (16 lasceranno il Club in mancanza di posto aereo). € 14.000 a testa senza alcun sostegno da parte d quegli stessi enti per i quali di presta servizio di volontariato (v. sopra). Nonostante le numerose richieste di sponsorizzazione alle amministrazioni provinciale e regionale, nessun sostegno è stato offerto a un'associazione al servizio della comunità.

 

TENETE CONTO CHE in tutta la provincia di Palermo e dintorni non esistono altre aree idonee, atti ad accogliere una struttura da adibire a campo di volo (per la presenza di edificazioni irregolari o per mancanza di aree pianeggianti);



Aviosuperfici in Sicilia:

Catania:  4

Messina:  2

Siracusa: 2

Ragusa:   3

Trapani:  2

Enna:     1

Caltanissetta 3

Palermo:   0

 

Se siete arrivati fin qui vuol dire che ci credete come noi e quindi grazie per l'attenzione

 

Roberto Pascale

Socio Albatros

 

 
 
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